SOCIALISTA DI FRONTIERA

 

L’avvocato Francesco Nino Borella
(1883-1963)

 

Mariani Arcobello | 2008

Edizioni Pellegrini Canevascini

 

 

 

 

Municipale di Chiasso per 37 anni, deputato al Gran Consiglio per 46 e Consigliere nazionale per 14, Francesco, detto Nino, Borella ebbe per decenni un ruolo chiave nel partito socialista ticinese, in cui fu tuttavia un elemento atipico. La singolarità della sua appartenenza al PST dipese, da un lato, dalla sua professione e, dall’altro, dalla sua posizione sociale privilegiata.

A lungo unico avvocato nel partito – oltre a Mario Ferri, che seguì però un percorso professionale diverso, orientato verso la giudicatura – Borella divenne il legale di riferimento della sinistra politica e sindacale in Ticino e uno dei principali avvocati dell’antifascismo in Svizzera.

Personaggio chiassese originario di Mendrisio, dove i Borella godevano di notevole influenza, egli dimostrò sempre un profondo attaccamento alla sua terra, il Mendrisiotto, naturale punto di contatto e scambio con l’Italia. Le scelte politiche controcorrente e l’attività in difesa dell’antifascismo e dell’italianità culturale del Ticino fecero di lui, a tutti gli effetti, un “Socialista di frontiera”.

 

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