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Attività in corso


Scuola e formazione professionale tra gli emigrati italiani in Svizzera : percorsi di integrazione sociale

Paolo Barcella, dottore in storia e collaboratore scientifico della nostra Fondazione, sta sviluppando un progetto di ricerca finanziato con assegni triennali dell'Università di Bergamo, che interesserà anche alcuni archivi della Fondazione Pellegrini-Canevascini.

La ricerca si propone di ricostruire le vicende dell’emigrazione italiana in Svizzera nel II dopoguerra e in particolare fra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 del XX secolo, studiando le pratiche messe in atto dai centri di formazione e dalle scuole per i lavoratori italiani di prima immigrazione e i loro figli. Tra queste organizzazioni spiccano in particolare le Missioni Cattoliche e le ACLI, che dalla fine degli anni '50 fondano scuole private cattoliche, e a partire dal 1970 i centri di formazione professionale ECAP-CGIL.

Lo studio della documentazione, in particolare delle scritture scolastiche conservate, permetterà tra il resto di cogliere i rapporti creatisi tra gli emigrati e il loro paese d'accoglienza, l'immagine che hanno dei cittadini autoctoni e la percezione di sé come elementi più o meno estranei del tessuto sociale in cui vivono.
 

Presentazione del progetto di ricerca


Condizione migrante, lotte e sindacati: gli anni caldi alla Monteforno (1970-1975)

Mattia Pelli, dottorando presso le università di Losanna e Bologna e collaboratore della Fondazione Pellegrini Canevascini, ha depositato con successo un progetto di ricerca presso i Sozialarchiv di Zurigo sulla stagione di lotte vissuta alla Monteforno di Bodio tra il 1970 e il 1975. Con il sostegno finanziario della Fondazione Rifkin Hill, si occuperà di ricostruire la storia delle azioni operaie sviluppatesi in una delle più importanti acciaierie svizzere, movimento che ha visto tra i principali attori una generazione di immigrati provenienti prevalentemente dal Sud Italia. 

L’ipotesi alla base di questa ricerca, che dovrà essere verificata nel corso del lavoro, è che – insieme ad altri fattori tra cui le lotte studentesche del ’68 e la nascita dei partiti di estrema sinistra; le iniziative popolari contro gli stranieri; le prime avvisaglie della crisi economica – la condizione sociale dei lavoratori immigrati abbia giocato un ruolo di primo piano nella nascita, anche alla Monteforno, di una nuova generazione di militanti operai in fabbrica, spesso critici nei confronti della pace del lavoro e dei sindacati.

Acciaierie Monteforno, prob. anni 1960-70

Lo studio si baserà sia su fonti orali che su fonti scritte, con una ricerca approfondita che permetterà di valorizzare tra gli altri anche gli archivi sindacali conservati presso la nostra Fondazione.

Riassunto del progetto di ricerca

Per saperne di più: un articolo di Pelli da una sua precedente ricerca sulla Monteforno realizzata per conto del DECS del Cantone Ticino (Storicamente n. 4, 2008)


Borsa di ricerca Rifkin Hill

Nell’ambito dei lavori che fanno capo al progetto sostenuto dalla Fondazione Rifkin Hill (Sozialarchiv Zurigo), Gabriele Rossi ha iniziato l’inventario dell’ultimo fondo concernente una sezione sindacale del SEL/SEI, quella di Mendrisio, nata nel 1938 da una costola di quella di Lugano. I lavori dovrebbero essere conclusi entro l’autunno prossimo.


Il riordino dell'archivio Francesco Borella

Questo fondo, tuttora in corso di riordino e catalogazione, raccoglie le carte di Francesco Borella, per anni unico avvocato nel Partito socialista ticinese a fianco di Mario Ferri, che però da parte sua ebbe un ruolo diverso in seno al movimento operaio ticinese, in primo luogo perché non ebbe mai un proprio studio di avvocatura. Borella fu quindi una figura particolare all'interno del movimento operaio: a lungo fu il legale cui fecero capo non solo il PST, ma anche Libera Stampa, la Camera del Lavoro e le organizzazioni ad essa affiliate.

Altro aspetto importante della sua vita fu la difesa dell'antifascismo nel Cantone e in Svizzera. Legale di Carlo Rosselli nel processo che seguì al volo su Milano di Giuseppe Bassanesi, Borella fece parte di un altro importante collegio di avvocati: a fianco dell'amico Jacques Dicker difese Léon Nicole e gli altri coimputati del processo per la sparatoria di Ginevra del 9 novembre 1932.

Le caratteristiche di questo personaggio spiegano quindi la ricchezza e la peculiarità del contributo offerto dal suo archivio alla conoscenza e alla comprensione della storia del movimento operaio in Ticino. D'altra parte, tale fondo presenta anche un altro interesse: Borella fu innanzitutto un uomo di frontiera, profondamente calato nella realtà di Chiasso e del Mendrisiotto, in intenso contatto e scambio con la vicina penisola. Le sue carte offrono così un'interessante testimonianza delle relazioni economiche, culturali e politiche fra canton Ticino e Italia. Anche la storia della famiglia e delle donne trovano in questo archivio un'importante fonte attraverso gli innumerevoli dossier, che raccolgono i documenti di cause di separazione coniugale, divorzio, rottura di fidanzamento e altro ancora seguite da Borella nella sua lunga carriera di avvocato.

L'archivio, che prossimamente verrà depositato presso l'Archivio di Stato del Canton Ticino a Bellinzona, è costituito da due parti fondamentali: quella politica, che raccoglie le carte personali e quelle che riguardano l'attività di Borella all'interno del movimento operaio e delle istituzioni comunali, cantonali e nazionali e quella di avvocatura, dove si trovano i documenti delle cause seguite da Borella nella sua carriera di legale. Questa, più in dettaglio, la struttura dell'archivio:

Il fondo politico

  1. Le carte personali dell'avvocato
  2. L'attività nel partito e nelle organizzazioni del movimento operaio
  3. L'azione nelle istituzioni

Il fondo di avvocatura

  1. La famiglia
  2. I dossier personali (vi si trovano gli incarti relativi a persone o società di particolare interesse, in genere assistiti da Borella per lunghi anni; ne sono un esempio la fabbrica di liquori Fratelli Branca, la famiglia di Gaetano Bernasconi o ancora la baronessa Saint Leger).
  3. Le cause penali o di risarcimento danni
  4. La Gestione patrimoniale
  5. Gli affari immobiliari
  6. Economia e commercio
  7. Relazioni economiche tra Italia e Svizzera
  8. Diversi


 
Il riordino dell'archivio dell'Unione locale Ticino

Brevi cenni storici

L'Unione Locale Ticino (ULT) è stata costituita il 22 maggio 1971 come cartello cantonale dell'Unione Federativa (UF), il sindacato svizzero dei dipendenti federali, nato nel 1903 a Basilea. L'Unione Federativa si occupava di questioni fondamentali concernenti i diritti dei funzionari federali, le loro condizioni lavorative, il tempo di lavoro e il salario, intrattenendo relazioni costanti con le Autorità federali. Essa era composta dalle singole organizzazioni dei dipendenti statali: UPTT (Unione Posta Telefoni e Telegrafi); SEV (Sindacato del personale dei trasporti); ASFD (Associazione Svizzera dei Funzionari di Dogana); SBP (Sindacato Svizzero dei Buralisti Postali); VPOD (Sindacato dei servizi pubblici); FSPD (Federazione Svizzera del Personale di Dogana); APC (Associazione del Personale della Confederazione); ASFTT (Associazione Svizzera dei Funzionari dei Telefoni e dei Telegrafi); SSDP (Società Svizzera dei Dipendenti Postali); FPSA (Federazione del Personale della Sicurezza Aerea); CNA (Associazione del personale della Cassa Nazionale svizzera d'assicurazione in caso di incidente) e FOMO (Federazione svizzera degli Operai Metallurgici e Orologiai).

L'ULT nasce con lo scopo di fungere da intermediario tra i funzionari pubblici ticinesi organizzati nelle proprie associazioni di categoria e l'Unione Federativa:
Quest'ultima infatti svolgeva prevalentemente la propria attività a livello nazionale e aveva scarsamente occasione di dare segni di vitalità a livello regionale:

"Noi riteniamo comunque che così come era successo in passato si debbano rinsaldare anche a livello ticinese i vincoli che uniscono le sezioni delle Federazioni professionali aderenti all'Unione Federativa"
(Lettera dell'ULT alle sezioni ticinesi aderenti all'UF, Ottobre 1970)

Data l'unità linguistica del Ticino e date le difficoltà a mantenere stretti contatti con il resto della Confederazione lo scopo primario della neonata ULT doveva essere quello di favorire l'informazione sulle attività che si svolgevano a livello nazionale
Tra i membri dell'ULT spiccavano Franco Robbiani, presidente fino al 1991; Mirto Rossi, segretario fino al 1977; Abbondio Adobati, segretario dal 1978 al 2002 e Gabriele Chiesi (presidente dal 1991 al 2002).

Lungo i trent'anni della sua esistenza l'ULT ha combattuto diverse battaglie: la lotta contro il blocco del personale, le iniziative volte ad attirare i giovani verso l'impiego pubblico, la lotta contro la regionalizzazione dei salari, la difesa del salario, la riduzione dell'orario settimanale di lavoro e più in generale la difesa delle condizioni lavorative dei dipendenti pubblici. Essa si è inoltre battuta per ottenere un'equa rappresentanza linguistica all'interno dell'Amministrazione federale, schierandosi quindi in difesa dell'italianità del Cantone. Numerose infine le iniziative volte al perfezionamento professionale dei dipendenti federali, con l'organizzazione di numerosi corsi di formazione.

La lotta contro le privatizzazioni delle aziende pubbliche e la revisione della legge sullo statuto dei funzionari hanno caratterizzato gli ultimi decenni di vita dell'Unione fino al suo scioglimento nel marzo 2002. Sua preoccupazione costante è stata la continua erosione di impieghi federali in Ticino come conseguenza delle numerose misure di razionalizzazione che colpirono in particolar modo le regioni periferiche. La privatizzazione delle telecomunicazioni e la riforma di posta e ferrovie hanno minato la sopravvivenza dell'UF (Swisscom non faceva più parte delle aziende federali e la nuova legge sul personale federale abolendo lo statuto di funzionario sanciva condizioni di impiego non più uniformi per ogni azienda). Le federazioni affiliate hanno quindi progressivamente perso di interesse verso l'UF ed alcune si sono ristrutturate, spesso attraverso fusioni che hanno portato per esempio alla nascita del Sindacato della Comunicazione e Garanto (ASFD e FSPD). I compiti classici per il quali si erano volute le Unioni locali vennero meno condannando l'UF e di conseguenza l'ULT alla scomparsa.

Il fondo

Il Fondo dell'ULT è suddiviso cronologicamente. Per ogni anno ci sono i verbali della Commissione Direttiva e dell'Assemblea dei delegati dell'ULT, mentre solo saltuariamente sono stati conservati i verbali della Commissione Direttiva e Assemblea dei delegati dell'UF. Annualmente è stata effettuata una suddivisione tematica cercando di individuare le questioni che hanno caratterizzato la vita della federazione anno per anno.

 


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