
L'associazione
Il
Becco giallo, nata nel 2010, riunisce persone sensibili
alla storia sociale e del movimento operaio nella Svizzera
italiana, e intenzionate a sostenere finanziariamente e moralmente
l'operato della Fondazione
Pellegrini Canevascini.
L'obbiettivo
principale della
nuova associazione è aiutare la FPC a far fronte
all'importante mole di documenti recuperati e di facilitare le
sue iniziative di valorizzazione culturale del patrimonio
storico. La
messa a
disposizione di un finanziamento regolare, grazie in particolare alle
quote versate dai membri
del Becco giallo,
permette in effetti alla Fondazione di compiere un salto di
qualità nel lavoro di catalogazione dei
materiali
d'archivio. Il Becco
giallo propone inoltre periodicamente manifestazioni
destinate a far conoscere le attività della Fondazione e a
promuoverne le pubblicazioni.
Il comitato
dell'associazione è attualmente composto da
Tiziana Mona-Magni (presidente), Gianrico Corti (vicepresidente), Piero
Conconi, Priscilla De Lima, Renata Dozio, Milena Garobbio (cassiera) e
Laura Robbiani-Tognina.
La quota
sociale ammonta a fr. 100.- e dà diritto annualmente a un
volume
omaggio pubblicato dalla Fondazione Pellegrini Canevascini. Tutti gli
interessati possono iscriversi contattando l'associazione all'indirizzo:
Gli statuti
dell'associazione
Perché "Il Becco
giallo"
La scelta del nome dell'associazione merita due parole di spiegazione.
"Il Becco giallo" era infatti il titolo di un settimanale satirico
antifascista fondato nel 1924 a Roma
da Alberto Giannini, che dopo aver subito varie persecuzioni e una
condanna a cinque anni di confino fuggì in Francia, dove nel
1927 riprese la pubblicazione.
Forse Giannini
passò
da Lugano e soggiornò all'Osteria Cantonale, gestita
dall'antifascista italiano Dante Bassi, che decise di ribattezzare il
suo locale in Osteria
del Becco Giallo.
L'insegna che aveva fatto dipingere rimase però appesa per
poche
ore, perché la sua rimozione venne immediatamente intimata
dalla
polizia per salvaguardare i buoni rapporti con l'Italia. Il nome
comunque rimase e l'osteria fu durante tutto il periodo bellico luogo
d'incontro di antifascisti.
Per approfondire
"Il
becco della
memoria" (Confronti,
ottobre
2010)
Per
chi crede nel senso civico della storia (LaRegione, 24
settembre 2010)
L'appello rivolto
agli
amici della Fondazione Pellegrini Canevascini (Maggio 2010)
|