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Consiglio direttivo della Fondazione
Composizione del Gruppo di lavoroOltre al Consiglio direttivo, la Fondazione dispone di un gruppo di lavoro composto da storici che si occupano prevalentemente del patrimonio documentaristico e delle pubblicazioni.
CollaboratoriLa Fondazione Pellegrini Canevascini si avvale inoltre della collaborazione di ricercatori e specialisti attivi in diversi ambiti di ricerca, che portano il loro contributo in occasione di progetti e campi d'interesse specifici. Segnaliamo e ringraziamo in particolare: Paolo Barcella Michele Beltramini Alessandro Moreschi Natalino Morisoli Mattia Pelli 40 anni di fondazioneNel 1965 veniva creata la Fondazione Piero Pellegrini. Si era voluto ricordare il direttore di Libera Stampa e consigliere di Stato deceduto improvvisamente nel 1959. Inizialmente si doveva realizzare una stele al Monte Ceneri, ma i movimenti di sinistra sono piuttosto restii dalle nostre parti a riempire di simboli il territorio, come ha mostrato Silvano Gilardoni nel suo contributo che trovate nel libro "La Befana Rossa". Perciò i soldi raccolti furono destinati ad una borsa di studio; uno scopo questo che si dimostrò di scarso interesse perché richiedeva ben altre disponibilità e offriva scarse ricadute. Inoltre si andava contro gli intendimenti della sinistra di rendere la scuola superiore e l'università accessibili a tutti coloro che avevano le capacità intellettuali per seguirle, mettendo a disposizione dei meno abbienti borse di studio e prestiti d'onore cantonali. Il Consiglio direttivo originale, composto di Guglielmo Canevascini, Marco Pellegrini, Giovanni Orelli, Elmo Patocchi, Dante Ronchetti, fu più volte modificato a causa di decessi e partenze volontarie. Nel frattempo le diatribe tra le diverse anime della sinistra avevano bloccato l'attività della Fondazione. Fu però la morte tragica di Marco Pellegrini a interrompere il nuovo corso della stessa, quello legato al lavoro di ricerca e riflessione svolto da un gruppo di studiosi che si avvaleva della consulenza del professor Luigi Ambrosoli. Quando apparvero i primi due quaderni della "Collana di storia del movimento operaio nella Svizzera italiana", il lavoro di Giorgio Cheda sull'emigrazione e quello di Angelo Rossi "Un'economia a rimorchio", verso la metà degli anni Settanta, la spinta attiva si era oramai esaurita. Il presidente Eros Bellinelli e i membri Orelli e Patocchi furono affiancati da Pierluigi Borella, ma il Consiglio direttivo rimase per anni senza riunirsi. Nel 1980 la fine della Fondazione sembrò giunta: solo Borella sembrava disposto a continuare. Venne allora riesumata un'altra nomina, quella di Gabriele Rossi, che era rimasta lettera morta per mancanza di attività dell'organismo. Borella e Rossi rilanciarono l'attività; si provvide a completare il Consiglio direttivo con i nomi di Alberto Agustoni, Graziano Pestoni e, più tardi, Renato Simoni. La "Collana" ripartì ben presto, mentre dal 1985 si sviluppò la parte archivistica, già attiva dalla seconda metà degli anni Settanta con il riordino dei fondi del Partito socialista e della Camera del Lavoro, svolto però fuori della Fondazione. Da allora l'attività non è mancata e le iniziative si sono susseguite con ritmo incalzante: le pubblicazioni (sinora una trentina), le giornate di studio, i corsi di formazione, il recupero e la catalogazione del materiale d'archivio, le interviste ai militanti, i rapporti con gli altri istituti attivi a livello nazionale, il sito internet. Un gruppo di lavoro, costituito da una decina di persone e ancora oggi perno della struttura, è stato affiancato al Consiglio direttivo per poter gestire al meglio la mole di lavoro. A quarant'anni dalla nascita, nei primi anni 2000, la Fondazione Piero e Marco Pellegrini - Guglielmo Canevascini si è trovata ad un'ulteriore svolta dettata sia dalle dimensioni assunte, sia dall'età di chi occupava le funzioni dirigenti. Grazie al parziale ricambio intervenuto con l'integrazione di nuove forze, sono state create le condizioni propizie per apprestarsi a festeggiare come si deve il mezzo secolo di vita.
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