Officine FFS: esposizione e progetto

ESPOSIZIONE “Guerra e pace del lavoro! L’Officina: il senso di uno sciopero”

Cinque anni di raccolta ed elaborazione
Nel 2008, in pieno sciopero dell’Officina di Bellinzona, la collaborazione tra l’Archivio di Stato del Canton Ticino e la Fondazione Pellegrini Canevascini, grazie anche al lungimirante sostegno dell’esecutivo cantonale, permise la raccolta di buona parte dei materiali prodotti dal movimento; ora questi materiali sono depositati nel Fondo 61 della Fondazione Pellegrini Canevascini, accessibile al pubblico presso l’Archivio di Stato a Bellinzona (inventario). Un anno dopo, cominciava una nuova avventura: con il progetto “Memorie di Ferro”, la Fondazione Pellegrini Canevascini, in collaborazione con l’Associazione Treno dei Sogni, raccolse circa 70 lunghe interviste filmate.
 
Cultura e lavoro: un connubio indispensabile per capire la società
La ricchezza e la varietà di questo materiale hanno stimolato l’Archivio di Stato del Canton Ticino e la Fondazione Pellegrini Canevascini, in collaborazione con la Biblioteca Cantonale di Bellinzona e l’Associazione Treno dei Sogni, a elaborare una prima proposta che mettesse a  disposizione del pubblico una piccola parte di questo materiale.
Sono riflessioni che ci parlano di un secolo, il Novecento, durante il quale si sono succeduti cambiamenti forti, spesso sconvolgenti, nel mondo del lavoro. Il lavoro, al centro della nostra società, non è però generalmente al centro degli eventi culturali. Gli organizzatori sono al contrario convinti che la cultura, nelle sue diverse sfaccettature e declinazioni, possa apportare un prezioso aiuto alla riflessione su questo tema forte e controverso.
 
Attraverso il Novecento con gli operai dell’Officina
È nato così un concetto espositivo che dà una profondità temporale allo sciopero, momento forte inserito nel lungo periodo delle trasformazioni sociali ed economiche. Le testimonianze audiovisive dei protagonisti dello sciopero dell’Officina accompagnano il visitatore lungo il Novecento: quali i cambiamenti nel lavoro? Quale l’influenza della cultura sindacale e padronale? Quale il ruolo dello Stato sul territorio? Quali i rapporti tra il centro e la periferia? E infine, quale il senso di uno sciopero? Questi alcuni degli aspetti che l’esposizione invita a indagare.
 
Blu e arancio: colori complementari?
Se la storia, si dice, non è mai in bianco e nero, l’esposizione sarà in arancio e blu. Il blu, colore utilizzato nella riorganizzazione dell’Officina; l’arancio, che pervade le tute degli operai. Arancio e blu, punti di vista a volte complementari, a  volte dissonanti, in alcuni casi sfumati, in altri distinti.  L’esposizione invita a riflettere su questi diversi approcci, nei quali anche i media hanno la loro parte quando informano sugli accadimenti.
 
Un progetto, molti momenti, tante collaborazioni
A margine dell’esposizione, alcune serate di presentazione e discussione (v. invito allegato) permetteranno di approfondire maggiormente alcuni temi, oltre a tenere informati sull’attualità dell’Officina di Bellinzona.  “Viaggio fotografico nelle Officine”, Il lavoro di Francesco Girardi, fotografo ed ex-operaio dell’Officina, sarà aperto al pubblico al piano superiore dell’esposizione. Infine, gli organizzatori hanno potuto appoggiarsi alle competenze degli esperti di storia del Dipartimento DFA della SUPSI per elaborare schede didattiche per gli studenti delle scuole; è anche prevista una giornata di formazione per i docenti.
 
Grazie!
I cinque anni di progetto storico-archivistico (2008-2013) e l’esposizione hanno potuto avvalersi, oltre che del costante sostegno del Cantone, dell’apporto fondamentale di Comuni, istituzioni culturali e associazioni. L’importante lavoro, per buona parte gratuito, del gruppo di lavoro del progetto è stato fondamentale. Senza l’accordo dei testimoni, inoltre, l’esposizione non avrebbe potuto avere luogo. Infine, gli scioperanti e tutti i loro sostenitori sono stati i protagonisti di un momento chiave nella storia del Cantone e nella storia del lavoro in Svizzera. Senza loro questa riflessione non esisterebbe. Gli organizzatori ringraziano vivamente.
 
La mostra è stata realizzata con il sostegno di:
–    Associazione Giù le mani dall’Officina
–    Città di Bellinzona
–    Fondazione Ernst Goehner
–    Repubblica e Cantone Ticino / Fondo Lotteria intercantonale (Swisslos)
–    Sindacato del personale dei trasporti – SEV
–    Sindacato UNIA
 

Fotografie: Tiziano Brunetti

 

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IL PROGETTO

Tra il 2008 e il 2013, la Fondazione Pellegrini Canevascini, in collaborazione con l’Associazione Treno dei sogni, ha sviluppato un progetto di raccolta e catalogazione di documenti e interviste sulla storia dell’Officina FFS di Bellinzona.
 
Una prima parte del progetto, focalizzata sullo sciopero della primavera 2008 e realizzata con il sostegno finanziario del Cantone, ha dato nascita al “Fondo 61” presso l’Archivio di Stato (vedi inventario).

Mettete le mani sul fondo sessantuno!

Il famoso motto: Giù le mani dall’Officina! non si addice decisamente a questa segnalazione. Noi speriamo che siano infatti in molti a mettere in tempo breve le mani sul “Fondo FPC 61”, concernente lo Sciopero alle Officine FFS di Bellinzona.
 
L’inventario è stato allestito da Priscilla De Lima e Gabriele Rossi tra aprile e settembre 2008 a Bellinzona seguendo, nel limite del possibile, le norme internazionali ISAD(G). La Fondazione Pellegrini-Canevascini ha provveduto, con la collaborazione del personale dell’Archivio di Stato, a trasferire i materiali in quest’ultima sede nel corso del mese di novembre.
 
Vi proponiamo in versione pdf l’inventario completo del fondo (stato al 2 dicembre 2008), con la presentazione dei lavori e una cronologia degli avvenimenti principali.

Nel mese di marzo 2009, in concomitanza con la festa popolare che ha avuto luogo in occasione del primo anniversario degli avvenimenti, sono iniziati i lavori in vista dell’ampliamento di questo primo progetto, che si sono svolti su tre diversi livelli:

  1. Completamento del Fondo archivistico 61 e ricostruzione dell’archivio dell’Officina.
  2. Elaborazione di un fondo audiovisivi, a partire in particolare da quanto filmato da Danilo Catti, unico documentarista ad aver avuto accesso alle assemblee e ai comitati durante l’intero periodo dello sciopero.
  3. Raccolta di 70 interviste di protagonisti dello sciopero, per sviluppare una storia orale delle OFFS (Memorie di ferro: presentazione del progetto).

Il progetto è stato sostenuto da:

  • Divisione della cultura e degli studi universitari, DECS, Repubblica e Cantone Ticino
  • Fondo sciopero, Officine FFS
  • Fondazione Ingegner Pasquale Lucchini
  • Municipio di Acquarossa
  • Municipio di Balerna
  • Municipio di Chironico
  • Municipio di Croglio
  • Municipio di Iragna
  • Municipio di Lodrino
  • Municipio di Mendrisio
  • Municipio di Moleno
  • Municipio di Origlio
  • Municipio di Pianezzo
  • Municipio di Pollegio
  • Municipio di Rovio
  • Municipio di Verscio
  • Partito Socialista, Bellinzona
  • Partito Socialista, Lugano
  • Partito Socialista, Sezione ticinese del PSS
  • SEV, Svizzera
  • SSP/VPOD Regione Ticino
  • UNIA, Svizzera
  • Unione Sindacale Svizzera
  • Unione Sindacale Svizzera Bellinzona e dintorni

Coordinazione progetto ed esposizione

Nelly Valsangiacomo
E-mail: nelly.valsangiacomo@unil.ch