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Edizioni SCOE Società Cooperativa Operaia Editrica

Testimonianze di 70 anni

 Versione di stampa

Testimonianze di 70 anni
Edizioni SCOE Società Cooperativa Operaia Editrica | 1986

 


 
Il libro che ricorda i settant'anni di Libera Stampa è dedicato al ricordo di Didier Wyler. È un omaggio alla memoria di un militante socialista che ha dato un notevole contributo di attività a livello comunale, cantonale, nazionale. Al quotidiano socialista, oltre alla prestigiosa collaborazione, ha dedicato molte premure al vertice della Cooperativa editrice

 
Un certificato di sottoscrizione a favore del settimanale Aurora periodico socialista precedente a Libera Stampa
 

Il Ticino dei lavoratori
L'impegno antifascista
Democrazia attiva e partecipazione al governo
Lo sviluppo delle previdenze sociali

 

Presentazione di SILVANO BALLINARI

Il libro che presentiamo è, in parte, integrazione e continuazione della pubblicazione di Guido Pedroli sul socialismo nel Canton Ticino.

È completazione del periodo che scorre dagli impulsi dati da Guglielmo Canevascini al socialismo ticinese (la «crisi» del 1913) sino all'entrata in governo ed è testimonianza della presenza del PST a livello parlamentare, governativo, nel Paese, sino agli anni ottanta.

Il libro di Guido Pedroli si estende dai primi fermenti socialisti nel Cantone al costituirsi dei primi gruppi, alla fondazione del partito sino alla sofferta decisione (contrastata all'interno del PST) di partecipare a quella che oggi è indicata come la «partecipazione al potere».

Il nostro non è un libro di storia nel senso rigoroso del termine, non riporta integralmente nel loro succedersi le decisioni degli organi del PST, gli atti congressuali, le risoluzioni sui problemi politici cantonali che si affacciarono in progresso di tempo alla ribalta della politica. È invece la testimonianza, filtrata attraverso la cronaca, della presenza socialista nella vita ticinese negli anni di esistenza di «Libera Stampa» dalla sua fondazione.

Sono gli anni della «grande guerra», con i tormenti sulle scelte di fronte agli avvenimenti che sconvolgeranno il. mondo; il richiamo pacifista ai socialisti europei: l'astensione dal conflitto (erano i poveracci che andavano a morire in trincea) o la partecipazione al conflitto con la speranza del crollo degli imperi centrali e la creazione di un mondo con più ampia partecipazione popolare. È stato il dramma dei socialisti di quel tempo. Poi il primo dopoguerra, gli sconvolgimenti conseguenti allo scontro fra le nazioni, la Rivoluzione d'Ottobre in Russia le speranze e i nuovi conflitti di tendenza.

Da noi le agitazioni sociali che sfociarono nello sciopero del 1918. Su quel cumulo di rovine sorgono e si affermano il fascismo, il nazismo, il franchismo e le altre forme di assolutismo e di negazione del pluralismo democratico.

È quello, si può dire con orgoglio, il periodo splendido di («Libera Stampa», unico giornale socialista di lingua italiana in quotidiano impegno contro le dittature.

È una lotta che deve fronteggiare anche le simpatie a livello ticinese per il fascismo e l'«Ordine nuovo» hitleriano. Sono anni difficili per Libera Stampa, ammonita e censurata da chi rappresenta la Svizzera ufficiale. Nel corso della seconda guerra mondiale il quotidiano socialista svolgerà il suo compito di controinformazione e di collaborazione alla Resistenza (sarà organo della Repubblica dell'Ossola, portato ogni giorno oltre frontiera, mentre in Italia la diffusione clandestina era continuata durante tutto il periodo fascista) sino al ristabilimento della democrazia in Europa.

L'esigenza di ricostruire il mondo con nuovi criteri, le ventate di rinnovamento percorrono anche il nostro Paese; Guglielmo Canevascini le aveva indicate in un saggio, con il suo senso anticipatore: «I problemi sociali del dopoguerra». La necessità di articolare una maggioranza per attuare un programma di governo sfocia nella costituzione di una «intesa di sinistra» fra socialisti e liberali che dura vent'anni, sino all'avvertita esigenza di un rilancio socialista svincolato da accordi d'azione governativa, per agire, era /'intento, con più incisività.

Non è nostra intenzione sintetizzare ciò che è descritto nei capitoli che seguono e che sono dovuti al lavoro di riflessione e di ricerca di Pasquale Genasci e di Alfredo Bernasconi. Il primo ha curato la parte storica l'altro l'ha inquadrata nella realtà ticinese del tempo.

È una cronologia che ad alcuni potrà sembrare arida dal profilo letterario e che dovrebbe essere integrata con le testimonianze sugli uomini (il loro modo di pensare e di decidere) i cui nomi sono tanto legati alle vicende del socialismo ticinese. Così come la storia di «Libera Stampa» è fatta anche delle vicende umane di chi ha contribuito a mantenerla in vita ed a mandarla avanti, dalla sua apparizione quale settimanale alla trasformazione in quotidiano, attraverso cambiamenti di formato, di tipografia, adeguamenti alla evoluzione tecnica ed alle esigenze - e costrizioni - editoriali, in un Cantone dove sono pubblicati sei quotidiani.

C'è da scrivere un'altra storia parallela del quotidiano socialista. Intanto ci accontentiamo di questo contributo al ricordo ed a una migliore conoscenza di («Libera Stampa», rivolto ai suoi primi settant'anni di esistenza, perché il giornale socialista intende continuare ancora a lungo ad informare i ticinesi, sviluppando prinicipi e sentimenti socialisti.


 


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