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Fondazione Pellegrini-Canevascini
Camera del Lavoro

Se le donne vogliono, tutto di ferma

 Versione di stampa

Sciopero nazionale delle donne 14 giugno 1991

Se le donne vogliono, tutto si ferma
Sciopero nazionale delle donne 14 giugno 1991

AAVV | 1991 | pp. 96
Prezzo: CHF 25

Fondazione Pellegrini - Canevascini
Camera del Lavoro

 

Prefazione di Ruth Dreifuss, Segretaria dell'Unione Sindacale Svizzera

Il 14 giugno 1991, le donne hanno inventato nuove forme d'espressione... e di ascolto. Sono uscite dal silenzio e dalla solitudine. Hanno trasformato lo sciopero in festa, la rabbia in energia, l'attesa in movimento.
Quando l' Unione Sindacale Svizzera, su iniziativa delle lavoratrici dell' orologeria, ha lanciato nell'ottobre 1990 l'appello allo sciopero, si poteva temere che l'eco delle rivendicazioni restasse circoscritta e che soltanto le militanti si sentissero coinvolte. Come far partecipare centinaia di migliaia di donne, se non incoraggiandole ad inventare il "loro" 14 giugno e a riempirlo con le loro esperienze e con le loro speranze?
E tutto è stato messo in comune: i problemi vissuti in casa come quelli sul posto di lavoro, le disparità di salario e quelle di fronte alla formazione, gli oltraggi alla dignità delle donne e i sogni delle adolescenti, le discriminazioni nelle assicurazioni sociali e le aspettative deluse delle militanti della prima ora. Il 14 giugno 1991 è stata l'occasione per raccontare e denunciare tutte quelle forme di discriminazione. In tutti i toni.
I giorni sono trascorsi. Ma la volontà di cambiamento rimane. La solidarietà attenderà al varco le decisioni politiche che dovranno essere prese, i processi che dovranno essere intentati, le trattative che dovranno essere portate avanti: è la promessa che le scioperanti del 14 giugno si sono fatte, prima di ritornare ai loro compiti quotidiani. Compiti indispensabili al funzionamento del paese.

Presentazione

Dopo dieci anni in cui un dettato costituzionale come quello della parità non viene applicato e, a volte, addirittura viene utilizzato come scusa per coprire peggioramenti significativi del modo di vita e dei diritti, esplodere è una maniera più che giusta di reagire. Saper cogliere il momento e gestire la protesta senza soffocarla, offrendole sbocchi positivi, è il ruolo storico che si è assunto il movimento operaio. In questo senso, i liberi contributi qui riuniti testimoniano nel contempo la spontaneità dell'onda di crescita che ha portato al 14 giugno, ma anche il suo farsi politica.
La Fondazione intende mettere a disposizione il contenitore rappresentato dalle sue edizioni per avviare una riflessione. I testi contenuti in questa raccolta sottolineano aspetti della vita reale spesso ignorati. Ma evidenziano pure come le categorie interpretative che utilizziamo regolarmente non siano così razionali e oggettive. Su questo secondo punto in particolare la Fondazione si è impegnata a tornare con una pubblicazione, che vedrà la luce nel corso del prossimo anno, consacrata alla "storia al femminile"; una raccolta di una decina di saggi sul tema, in prospettiva nazionale. Novità per il Ticino che si spera rafforzi un filone di ricerca sicuramente fruttuoso.


 


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