70 anni fa: l'impegno antifascista in difesa della Spagna
repubblicana
Mentre la Svizzera ufficiale celebra i 500 anni della guardia
pontificia, noi preferiamo ricordare i combattenti della libertà
che, 70 anni fa, accorsero in difesa della Spagna repubblicana
e democratica: lavoratori, studenti e intellettuali che si sono
battuti contro i ribelli franchisti appoggiati militarmente dalle
forze nazifasciste e benedetti dalla Chiesa vaticana.
Il
18 luglio 1936 il generale Francisco Franco dava il segnale di
rivolta contro il governo legale e democratico della Repubblica
spagnola, scatenando così una guerra civile che si protrasse
fino al 1° aprile del 1939 e che si concluse con l'istaurazione
della dittatura franchista. Tra il 1936 e il 1938 partirono dalla
Svizzera 815 volontari antifascisti (uno dei più forti
contingenti in rapporto alla popolazione), 80 dei quali dal Ticino.
Circa 170 morirono in combattimento e 375 furono perseguiti penalmente
al loro ritorno in patria. Anche 15 dei volontari partiti dal
Ticino caddero in Spagna e il loro sacrificio è ricordato
da un monumento sul Monte Ceneri, inaugurato nel 1978. Gli sforzi
per una completa riabilitazione dei combattenti antifascisti
svizzeri sono rimasti finora vani. Ancora nel 2000, la maggioranza
borghese delle Camere federali ha rifiutato di concedere loro
l'amnistia.
In
Svizzera, anche il sostegno ai volontari e alla Spagna repubblicana
fu reso difficile dall'adozione dei decreti federali del
14 e del 25 agosto 1936. In nome della neutralità, quest'ultimo
impediva, tra l'altro, qualsiasi tipo di solidarietà
materiale che non fosse beneficenza e prescriveva severe limitazioni
alla stampa e al diritto di manifestazione pubblica in favore
della Spagna. Per le organizzazioni antifasciste era quindi d'obbligo
la massima discrezione. Ciò non impedì tuttavia
la puntuale contro-informazione della stampa democratica e di
sinistra, la raccolta di fondi destinati al Soccorso Rosso Internazionale,
iniziative umanitarie di privati cittadini, stretti contatti
con la Centrale Sanitaria Svizzera e l'attività dell'Associazione
Amici della Spagna Repubblicana (AASR).
La vicenda dei volontari ticinesi è nota soprattutto
grazie al voluminoso quaderno della rivista Archivio storico
ticinese, uscito nel 1976, con i contributi di Virgilio Gilardoni,
Giorgio Lazzeri e Gianfranco Petrillo; una testimonianza diretta
è costituita dall'opuscolo Ticinesi sul fronte
della libertà. Lettere e documenti, Lugano, 1937 [ristampato
nel 1985].
Importanti materiali per approfondire il tema si trovano ora
negli archivi della nostra Fondazione. Nel 1996 la Fondazione
Pellegrini-Canevascini si è arricchita di due preziosi
lasciti: il SEI di Mendrisio ha consegnato le carte della locale
sezione AASR, riguardanti gli anni 1937-1938. Il dottor Elio
Canevascini ha da parte sua affidato alla Fondazione gli archivi
dell'Associazione Ticinese Volontari Antifascisti Spagna
Repubblicana 1936-1939 (ATVASR), fondata nel 1976 e scioltasi
nel 1991.
Arruolandosi
all'insaputa anche del padre - il consigliere di Stato
socialista Guglielmo Canevascini - il figlio Elio (classe
1914), allora studente in medicina a Parigi, si recò sul
fronte aragonese nel settembre 1936, in compagnia di alcuni dirigenti
dell'antifascismo italiano, tra i quali Carlo Rosselli e
Randolfo Pacciardi. Tra i materiali affidati dal dottor Elio
Canevascini agli archivi della FPC, oltre ai dossier relativi
all'ATVASR, si trovano anche documenti riguardanti il suo
arruolamento tra i volontari antifascisti italiani e una serie
di fotografie scattate sul fronte spagnolo nell'autunno
del 1936.
I materiali della sezione di Mendrisio dell'AASR comprendono
alcuni incarti sulla Sezione ticinese (statuti, regolamento,
rendiconto morale e finanziario del 1937), quelli riguardanti
la gestione della Sezione di Mendrisio, la corrispondenza di
quest'ultima con la sede centrale, con il Comitato direttivo
di Lugano e con alcuni volontari della zona.
Le energie della sezione di Mendrisio si concentrarono sulla
raccolta di denaro, medicinali e indumenti. Essa si occupò
inoltre della ricerca di notizie su combattenti dispersi, nonché
del sostegno morale e materiale ad alcuni volontari antifascisti
della regione.
Questi fondi, come gli altri archivi di proprietà della
Fondazione, sono stati depositati all'Archivio di Stato
a Bellinzona e sono a disposizione dei ricercatori.
Approfondimenti bibliografici
- VIRGILIO GILARDONI, GIORGIO LAZZERI, GIANFRANCO PETRILLO,
I Volontari ticinesi in difesa della Repubblica di Spagna,
in "Archivio storico ticinese&", n. 65-68, 1976.
- La Spagna nel nostro cuore 1936 -1939. Tre anni
di storia da non dimenticare, edito a cura dell'AICVAS Milano,
Tipografia Botti, 1996.
Con 4000 biografie dei volontari italiani (e ticinesi) che combatterono
per difendere la Repubblica.
- RENATO SIMONI, Un esempio di solidarietà antifascista
negli anni Trenta. Spagna repubblicana, quegli amici di Mendrisio,
in "L'Informatore", 19 dicembre 1997.
- NIC ULMI, PETER HUBER, Les Combattants suisses en Espagne
Républicaine (1936-1939), Lausanne, Editions Antipodes,
2001.
- La Befana Rossa. Memoria, sociabilità e tempo libero
nel movimento operaio ticinese, Bellinzona, Fondazione Pellegrini-Canevascini,
2005, p. 89-106.
Link utili
Alcuni documenti

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La prima tessera rilasciata dalla Sezione di Mendrisio
dell'Associazione Amici della Spagna Repubblicana, sodalizio
che aveva come scopo la solidarietà con la popolazione
spagnola e l'appoggio ai reduci locali delle brigate antifasciste. |

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Il foglietto che attesta l'arruolamento di Elio Canevascini
nel gruppo italiano della colonna Ascaso, recante la firma del
delegato comandante Carlo Rosselli. |

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Il ticinese Elio Canevascini, fotograto ad un posto
di soccorso sul fronte dell'Aragona
nel settembre 1936. |

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Pietro Nenni e Randolfo Pacciardi a Madrid nel settembre
1936. |
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